Amministratore e requisiti

attestato amministratore di condominio

Requisiti: linee guida

Fare l’amministratore di condominio è una responsabilità che richiede competenza e onorabilità. In Italia, coloro che ricoprono questo ruolo devono soddisfare specifici requisiti.

I requisiti

I requisiti per diventare amministratore di condominio sono due:

  • Professionalità: deve aver seguito un corso di formazione iniziale e deve aggiornarsi periodicamente.
  • Onorabilità: non deve essere stato condannato per determinati reati, né deve essere soggetto a misure di prevenzione.

Verifica Requisiti

Al momento della nomina, l’assemblea condominiale deve chiedere al professionista di fornire la documentazione che dimostri il rispetto dei requisiti. Dopo la nomina, è essenziale che continui a seguire i corsi di aggiornamento.

Conseguenze in mancanza dei requisiti

Se un perde i requisiti previsti dalla legge o non li possiede sin dall’inizio, ci sono conseguenze diverse:

  • Perdita dei requisiti: la perdita dei requisiti comporta la cessazione automatica dell’incarico.
  • Formazione continua: se non rispetta l’obbligo di formazione continua, la sua cessazione può essere richiesta da ciascun condomino tramite un ricorso all’autorità giudiziaria.
  • Nomina di un professionista privo di requisiti: se è privo dei requisiti previsti dalla legge e viene nominato sin dall’inizio, la delibera di nomina è annullabile.

La verifica dell’idoneità rispetto ai requisiti legali rappresenta una tappa fondamentale per garantire una gestione condominiale adeguata. È responsabilità dell’assemblea condominiale e dei singoli condòmini assicurarsi che sia adeguatamente qualificato e abbia l’integrità necessaria per svolgere il proprio incarico in modo affidabile.

Sentenza del Tribunale di Bergamo

Il 16 febbraio 2023, il Tribunale di Bergamo ha emesso la sentenza numero 325, dichiarando nulla la deliberazione assembleare che nominava un amministratore di condominio sprovvisto dei requisiti stabiliti dall’art. 71-bis delle disposizioni attuative del codice civile.

Il Tribunale ha sottolineato l’esistenza di due orientamenti nella giurisprudenza di merito: uno che sostiene la nullità della nomina del professionista privo dei requisiti e un altro che opta per la sola revocabilità del professionista carente. Il Tribunale ha chiaramente espresso la sua preferenza per il primo orientamento, sostenendo che la norma in questione mira a tutelare gli interessi generali della collettività, in particolare dei consumatori, e ha quindi un carattere imperativo e inderogabile.

Il Tribunale ha inoltre affermato che la tesi contraria comporterebbe il serio rischio di eludere non solo l’art. 71 bis delle disposizioni attuative del codice civile, ma l’intero complesso normativo (Legge n. 4/2013 e Decreto Ministeriale n. 140/2014) finalizzato all’introduzione nel nostro ordinamento di una figura qualificata, a discapito dei condomini amministrati.

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