Bonus Ristrutturazioni 2025–2026: tutto quello che devi sapere prima di iniziare i lavori
Il bonus ristrutturazioni è una delle detrazioni più consolidate del sistema tributario italiano. Esiste da oltre vent’anni, è disciplinato dall’art. 16-bis del TUIR, e — buona notizia — è stato confermato anche per il 2026 con le stesse condizioni già in vigore nel 2025, grazie alla Legge di Bilancio 2026 (L. n. 198/2025, GU n. 301/2025).
Questo articolo ti guida attraverso tutto ciò che devi sapere: aliquote, chi può accedere, quali lavori sono ammessi, come si ottiene e cosa cambia dal 2027 in poi.
Come funziona il bonus ristrutturazioni
Il meccanismo è semplice nella sua essenza: sostieni una spesa per lavori edilizi sulla tua abitazione, e puoi recuperarne una percentuale direttamente in dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF), ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Non è necessaria alcuna domanda preventiva all’Agenzia delle Entrate. La detrazione matura nell’anno in cui avviene il pagamento, secondo il principio di cassa: ciò che conta è la data del bonifico, non quando iniziano o terminano i lavori.
Le aliquote 2025 e 2026: il doppio binario
Dal 2025, l’aliquota applicabile non dipende solo dal tipo di intervento, ma anche da chi sei rispetto all’immobile — se è la tua abitazione principale o no.
| Situazione | Aliquota | Spesa massima | Detrazione massima |
|---|---|---|---|
| Abitazione principale (proprietario o titolare di diritto reale) | 50% | 96.000 € | 48.000 € |
| Altre abitazioni (seconda casa, immobili in affitto, ecc.) | 36% | 96.000 € | 34.560 € |
Entrambe le aliquote sono confermate per tutto il 2026. Dal 1° gennaio 2027, però, le percentuali scenderanno: 36% per la prima casa e 30% per tutti gli altri immobili.
Se hai lavori in programma, pianificare i pagamenti entro il 31 dicembre 2026 ti consente di consolidare l’aliquota più favorevole.
Chi può accedere al bonus
Il bonus è aperto a tutti i contribuenti IRPEF — residenti e non residenti — che sostengono direttamente le spese. Nel dettaglio:
- Proprietari e titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione)
- Comodatari e locatari con contratto regolare
- Familiari conviventi con il proprietario (coniuge, unione civile, parenti entro il 3° grado, affini entro il 2°), purché già conviventi all’avvio dei lavori
- Conviventi more uxorio, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 in poi
Un punto importante da chiarire: la maggiorazione al 50% per l’abitazione principale è riservata esclusivamente a proprietari e titolari di diritti reali. Se sei inquilino e sostieni spese di ristrutturazione con il consenso del proprietario, hai diritto al bonus, ma con l’aliquota del 36%.
Quali lavori sono ammessi
Non tutti gli interventi edilizi rientrano nel bonus. La normativa distingue tra:
- Manutenzione ordinaria (es. tinteggiatura semplice): non ammessa per le singole unità immobiliari
- Manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia: ammesse
Sulle parti comuni condominiali è agevolabile anche la manutenzione ordinaria.
Tra gli interventi concretamente agevolabili rientrano:
- Rifacimento di impianti idraulici, elettrici e termici
- Ristrutturazione di bagni e cucine
- Consolidamento strutturale, rifacimento del tetto, impermeabilizzazione
- Installazione di impianti di sicurezza (allarme, videosorveglianza, porte blindate)
- Eliminazione delle barriere architettoniche — dal 2026 rientra nel bonus ordinario, poiché il bonus dedicato al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025
- Bonifica dall’amianto
Cosa è escluso dal 2025
In linea con la Direttiva Europea EPBD (Case Green), le caldaie uniche a combustibili fossili — incluse quelle a condensazione a gas — sono escluse dall’agevolazione. Rimangono invece agevolabili i sistemi ibridi che abbinano caldaia e pompa di calore.
Come si ottiene: gli adempimenti da rispettare
Il bonus non richiede domanda preventiva, ma impone il rispetto scrupoloso di alcune regole procedurali. Ignorarle significa perdere il diritto alla detrazione.
Il bonifico “parlante” — l’adempimento più importante
Tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale “parlante”, che deve riportare obbligatoriamente:
- La causale con riferimento all’art. 16-bis del DPR 917/1986
- Il codice fiscale del beneficiario della detrazione
- Il codice fiscale o la partita IVA dell’impresa esecutrice
Un bonifico ordinario non è valido e comporta la perdita del beneficio fiscale. Verifica sempre con la tua banca che il bonifico sia correttamente impostato come “ristrutturazione edilizia”.
Documentazione da conservare (per almeno 5 anni)
- Fatture intestate al beneficiario della detrazione
- Ricevute dei bonifici parlanti
- Titoli abilitativi edilizi (CILA, SCIA, permesso di costruire) quando richiesti dalla normativa
- Dichiarazione di consenso del proprietario, se sei comodatario o locatario
Comunicazione ENEA
Per gli interventi che comportano risparmio energetico, è obbligatoria la trasmissione dei dati al portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Il quadro completo: gli altri bonus edilizi nel 2026
Il bonus ristrutturazioni non è l’unica agevolazione disponibile. Ecco un quadro sintetico delle principali misure prorogate per il 2026:
Bonus mobili ed elettrodomestici: Accessibile a chi avvia lavori di ristrutturazione dal 1° gennaio 2025. Consente di detrarre il 50% delle spese per mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe A o superiore, entro un tetto di 5.000 euro per unità immobiliare (detrazione massima: 2.500 €). Vale per prima e seconda casa.
Ecobonus: Incentiva la riqualificazione energetica — sostituzione infissi, pompe di calore, cappotto termico. Stesse aliquote del bonus ristrutturazioni: 50% per la prima casa, 36% per gli altri immobili. Obbligatoria la comunicazione ENEA.
Sismabonus: Per la messa in sicurezza antisismica in zona sismica 1, 2 e 3. Aliquote al 50% (prima casa) e 36% (altri immobili), con possibilità di maggiorazioni fino all’85% per riduzioni di più classi di rischio su edifici condominiali. Confermato anche il Sismabonus Acquisti.
Domande Frequenti (FAQ)
Sì, per l’abitazione principale la detrazione è confermata al 50% su un massimo di 96.000 euro di spesa. Per le altre abitazioni l’aliquota è del 36%. Dal 2027 le percentuali si ridurranno rispettivamente al 36% e al 30%.
Sì, a condizione di sostenere effettivamente le spese e risultare intestatario di fatture e bonifici. Non puoi però accedere alla maggiorazione al 50%, riservata ai titolari di diritti reali sull’abitazione principale.
Dal 2025, sì. Sono escluse le caldaie uniche a combustibili fossili, incluse quelle a condensazione a gas. Rimangono agevolabili i sistemi ibridi caldaia + pompa di calore.
In 10 rate annuali di pari importo. Per spese sostenute nel 2026, la prima quota si recupera con la dichiarazione dei redditi presentata nel 2027, e si prosegue nelle nove annualità successive, fino al 2035.
In caso di compravendita, le quote non ancora fruite si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto inserito nell’atto notarile. È un elemento da negoziare esplicitamente in fase di rogito.
Non sulle stesse spese. Ma sì su interventi distinti eseguiti sullo stesso immobile, purché le spese siano abilmente e contitolamente separate. Ad esempio, bonus ristrutturazioni per il rifacimento del bagno ed Ecobonus per la sostituzione degli infissi.
In sintesi: perché il 2026 è ancora un anno favorevole
Il bonus ristrutturazioni rimane una delle agevolazioni fiscali più concrete e accessibili per chi possiede un’abitazione in Italia. La proroga delle aliquote al 50% per l’abitazione principale fino al 31 dicembre 2026 rappresenta un’opportunità reale, soprattutto alla luce della riduzione prevista dal 2027.
Se hai lavori pianificati o in corso, il consiglio è di organizzare i pagamenti entro la fine dell’anno per consolidare l’aliquota più favorevole, verificare la correttezza di ogni adempimento documentale e, se il tuo reddito è elevato, valutare con un professionista l’impatto complessivo sulle detrazioni IRPEF.
Ristrutturare casa è un investimento importante. Farlo con la consapevolezza fiscale giusta lo rende ancora più conveniente.

